DOPO L’ADOZIONE
Dopo il rientro in Italia le coppie devono seguire un monitoraggio a cadenza periodica per almeno 36 mesi, indipendentemente dalla durata dell’obbligo di invio delle relazioni di aggiornamento al Paese d’origine (che potrebbe anche essere più breve). Anche questa fase viene personalizzata sulla base dei bisogni del minore e della coppia; viene gestita dall’assistente sociale e dalla psicologa dell’Associazione con il supporto e la collaborazione delle équipes adozioni del territorio (servizio socio-assistenziale pubblico e servizio pubblico di neuropsichiatria infantile, che hanno già conosciuto la coppia nella fase della valutazione della loro idoneità ad adottare un minore straniero).
Dopo che il bambino è entrato in Italia, ogni tre/sei mesi viene redatta una relazione sul suo inserimento nella famiglia e nella comunità allargata. Tale relazione viene trasmessa alle competenti autorità del Paese di provenienza del minore, unitamente a recenti fotografie del bambino. Se la famiglia ha bisogno di un sostegno personalizzato, questo viene pianificato in accordo con il servizio socio assistenziale pubblico e il servizio pubblico di neuropsichiatria infantile. In ogni momento, anche a distanza di molti anni, la coppia e il minore possono far ricorso ai servizi di supporto dell’Associazione.
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