Questa sezione è dedicata ai Paesi in cui l'Associazione è autorizzata a svolgere le procedure di adozione internazionale. Selezionando la nazione che desiderate conoscere, otterrete le prime sintetiche informazioni sulla disciplina dell'adozione internazionale dello Stato in questione e sui relativi costi, qualche notizia sulle caratteristiche del Paese e alcune indicazioni utili per i viaggiatori.
Pur essendo un'isola cosí piccola Sri Lanka si è guadagnata tanti nomi: Serendib, Ceylon, Lacrima dell'India, Isola Risplendente, Isola del Dharma, Perla d'Oriente... Tanto assortimento è un segno della sua ricchezza, bellezza e dell'intensità del richiamo che ha suscitato in quanti l'hanno visitata. Da secoli essa seduce i viaggiatori, che tornano a casa portando con sé incantevoli immagini di una languida isola tropicale densa di tanta spiritualità e serenità da essere diventata, nella fantasia degli occidentali, la Tahiti d'Oriente.
Lo Sri Lanka è una repubblica democratica di tipo presidenziale che conta, su una superficie di circa 65610 Km, una popolazione di 19.905.000 abitanti.
Numerose sono le etnie presenti in questa bellissima isola: il 74% della popolazione è costituito da cingalesi, il 18% da tamil, il 7% da “mori di Ceylon” (discendenti di mercanti arabi) e l’1% da burgher e mongoli.
La lingua ufficiale è il cingalese ma è anche diffuso l’uso dell’inglese.
La maggioranza della popolazione è buddista, ma vi sono anche minoranze induiste, cristiane e musulmane.
Dal punto di vista climatico, le stagioni più secche e quindi le migliori vanno da dicembre a marzo sulla costa occidentale, su quella meridionale e nella regione collinare; da maggio a settembre sulla costa orientale. Tra dicembre e marzo c'è anche la maggior concentrazione di turisti stranieri in fuga dai rigori dell'inverno europeo.
La differenza di fuso rispetto all’Italia è di 5 ore in avanti.
I turisti italiani che giungono in Sri Lanka ottengono automaticamente un visto d’ingresso gratuito valido per una permanenza di 30 giorni, che può essere esteso per altri 60. Per prolungare il soggiorno è necessario recarsi al Departement of Immigration di Colombo; qui occorre esibire un biglietto aereo di ritorno dallo Sri Lanka e dimostrare di avere denaro a sufficienza per quel periodo (sono accettate le principali carte di credito).
E’ richiesto il passaporto con scadenza non inferiore ai sei mesi.
Normativa di riferimento
Convenzione de l’Aja del 29 maggio 1993;
Legge del 01.02.1944 e tutti gli emendamenti successivi;
Ordinanza in materia di adozione di minori del 1956
Citizenship Act del 1956 (Art.12 – 21)
Alcuni requisiti relativi agli adottanti richiesti dalla normative interna
Gli aspiranti genitori adottivi devono avere più di 25 anni e almeno 21 anni di differenza con l’adottando;
Non possono adottare in Sri Lanka le coppie che hanno già due figli;
La priorità viene data alle coppie senza figli o alle famiglie che hanno già adottato un minore di origine cingalese.
Requisiti relativi all’adottando
Sono adottabili i bambini con meno di 14 anni dichiarati in stato di abbandono o i cui genitori naturali o tutori hanno prestato il proprio consenso all’adozione davanti ad un giudice di pace tramite un atto denominato “affidavit”.
Da tener presente
L’applicazione del principio di sussudiarietà dell’adozione internazionale da parte dello Sri Lanka è rigorosa; sono quindi pochi i bambini dati in adozione a famiglie straniere. I tempi di attesa, conseguentemente possono superare i due anni. E’ possibile che nel corso dell’iter giudiziario che si conclude con l’adozione avvenga l’incontro con la madre biologica dell’adottando.
L’India è un continente in cui si mescolano un mosaico di etnie, religioni colori e profumi. Per quanto si possa essere preparati ad affrontare un viaggio in questa terra, essa riuscirà comunque meravigliare i suoi visitatori per la sua vastità, la sua magia e la sua complessità.
Un viaggio in India non si dimentica facilmente, perché tutto assume contorni intricati e affascinanti.
Perciò se siete determinati nel voler assaporare un’atmosfera magica e coinvolgente l’India è il posto giusto per voi.
L’India è una repubblica federale con una popolazione di circa 1.081.000.000 abitanti.
L’hindi e l’inglese sono le lingue ufficiali, ma numerosi sono anche i dialetti tra cui il tamil.
La maggior parte della popolazione, per lo più induista, è costituita da indo-ariani, ma vi è anche una consistente minoranza di dravidici e poi in misura decisamente inferiore di mongoli.
La capitale è Nuova Delhi.
Dal punto di vista climatico il periodo migliore è quello che va da novembre ad aprile e corrisponde alla stagione più fresca e secca anche se, in alcune zone, le temperature sono già superiori ai 30°.
La differenza di fuso rispetto all’Italia è di 3h 30' (4h 30' in caso di ora legale).
Per poter fare ingresso in India è necessario che i cittadini italiani siano in possesso del visto rilasciato dai consolati di Roma e di Milano. Il passaporto, all'atto della domanda di visto, deve avere una validità residua di almeno sei mesi.
Se intendete visitare l’India dovete richiedere il rilascio del visto turistico che è valido per sei mesi a partire dalla data del rilascio (e non da quella di ingresso nel paese).
Se invece desiderate fermarvi in India per più di 180 giorni a partire dalla data di rilascio del visto, a prescindere dalla data del vostro ingresso in India, dovrete chiedere un’estensione.
Se vi fermate per più di 120 giorni, per lasciare il paese dovrete procurarvi il tax clearance certificate, un’autorizzazione dell’ufficio imposte la quale attesta che vi siete finanziati il soggiorno in India con i vostri mezzi senza aver lavorato né venduto nulla nel paese o cambiato denaro al mercato nero. Dovrete presentarvi alla Foreign Section dell’Income Tax Department di Dehli o Calcutta o Chennai o Mumbai e presentarvi con il passaporto, il visto e il modulo di registrazione ottenuto presso il Foreigners’ Registration Office.
Informazioni più dettagliate saranno fornite dall’Associazione nel corso di uno specifico incontro pre-partenza, della durata di tre ore circa .
Normativa di riferimento
Convenzione de l’Aja del 29 maggio 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale;
The Guardians and Wards Act del 1890 relativo alla tutela e all’affidamento di minori;
Sentenza della Corte Suprema dell’India del 06/ 02/1984 relativa ai principi che regolano l’adozione;
Linee guida per l’adozione di minori indiani (1995) – direttiva del Ministero degli Affari Sociali relativa all’adozione.
Alcuni requisiti relativi agli adottanti previsti dalla normativa interna
Possono adottare tutte le persone maggiorenni, capaci di intendere e di volere;
Possono adottare solo le coppie sposate e le donne nubili;
Non possono adottare le coppie di fatto e gli uomini celibi;
I genitori adottivi devono avere al massimo 40 anni di differenza con il minore;
Le coppie indiane hanno la priorità sulle coppie straniere fino al momento della pronuncia della decisione di affidamento;
Avranno al priorità le coppie sposate, sterili, senza figli;
La religione dei genitori adottivi sarà presa in considerazione al fine di rispettare la volontà dei genitori biologici per quel che riguarda l’educazione religiosa del figlio naturale.
Alcuni requisiti relativi all’adottando
Un minore può essere adottato solo se le autorità giudiziarie competenti abbiano decretato il suo stato di abbandono; le relative procedure possono essere avviate solo dopo che siano trascorsi almeno 3 mesi dal momento dell’abbandono.
Da tener presente
L’India mantiene un atteggiamento di diffidenza nei confronti dell’adozione internazionale le cui procedure sono piuttosto complesse.
I tempi medi di attesa sono di circa 2 anni; l’età media dei minori segnalataci nell’ultimo triennio non è inferiore ai tre anni.
I bambini presentano molto spesso una situazione sanitaria che richiede cure e attenzioni da parte della coppia.
Un viaggio nelle Filippine non è solo consigliato a coloro che amano scoprire nuovi fondali o immergersi nelle acque cristalline di questo straordinario arcipelago, poiché questo paese con le sue numerosissime isolette offre anche la possibilità di andare all’esplorazione di reperti risalenti ad una storia relativamente recente.
Le Filippine sono state coinvolte, infatti, nella seconda guerra mondiale, e i relitti delle navi che giacciono sotto il mare sono un tesoro tutto da scoprire.
L’arcipelago possiede numerose e bellissime spiagge di sabbia bianca e finissima, ma custodisce anche il tesoro delle risaie a terrazze di Banaue che risalgono a 2000 o 3000 anni fa, o il luogo dove Magellano piantò la croce per affermare la grandezza della Spagna e della nuova fede.
Le Filippine sono una repubblica di tipo parlamentare che conta circa 84.619.000 abitanti.
Il filippino e l’inglese sono le lingue ufficiali, ma vi sono anche otto dialetti principali.
La maggior parte della popolazione, per lo più cattolica, è costituita da malesi cristiani, ma vi sono anche minoranze di malesi musulmani, cinesi e meticci.
La capitale, Manila, è un enorme agglomerato urbano dove vivono otto milioni di persone.
Il clima è tropicale equatoriale con temperature oscillanti, durante tutto il corso dell’anno, tra i 25 e i 40 gradi. La stagione secca, durante la quale il clima è più temperato e le precipitazioni più rare va da novembre ad aprile, mentre da maggio ad ottobre, stagione delle piogge, il clima è decisamente più umido con quotidiane, ingenti precipitazioni.
La differenza di fuso rispetto all’Italia è di 7 ore in avanti (6 in caso di ora legale).
I cittadini italiani possono entrare nel paese col solo passaporto e il biglietto aereo di andata e ritorno per una permanenza non superiore a 21 giorni. Chi intende soggiornare nelle Filippine per un periodo più lungo deve procurarsi un visto turistico prima della partenza presso la sede consolare di Roma o Milano. Il visto, che costa 39 euro, deve essere utilizzato entro tre mesi dal rilascio e consente una permanenza non superiore a 59 giorni. Per ottenerlo è necessario presentare oltre al passaporto, il modulo consolare compilato, con l’indicazione dell’albergo in cui soggiornerete una volta giunti nelle Filippine, una fotografia formato tessera e la fotocopia del biglietto aereo.
Informazioni più dettagliate saranno fornite dall’Associazione nel corso di uno specifico incontro pre-partenza, della durata di tre ore circa.
Normativa di riferimento
Convenzione de L’Aja del 29 maggio 1993
Decreto Presidenziale n.603 che introduce modifiche al “Codice di protezione dell’infanzia e della Gioventù”
Decreto n.209 che introduce modifiche al Codice della famiglia
Legge relativa all’adozione internazionale del 2 giugno 1995 (Atto della Repubblica n 8043)
Testo di applicazione della legge 8043 del 26 dicembre 1995
Legge relativa all’adozione nazionale del 13 febbraio 1998 (Atto di Repubblica n 8552)
Alcuni requisiti relativi agli adottanti previsti dalla legislazione interna
L’adottante deve avere almeno 27 anni
La legge filippina consente l’adozione da parte di single o di coppie di fatto. Tuttavia, in pratica, solo una coppia regolarmente coniugata può adottare a condizione che siano trascorsi almeno tre anni dalla data del matrimonio (tre anche dalla sentenza di divorzio)
Le coppie senza figli hanno la precedenza.
I figli legittimi o adottati degli adottanti devono prestare il proprio consenso all’adozione se hanno più di dieci anni.
Requisiti relativi agli adottandi
Possono essere adottati solo i minori con meno di 15 anni, affidati ai servizi del Department of Social Welfare and Development.
Sono adottabili solo i minori orfani o dichiarati giuridicamente in stato di abbandono, oppure i cui genitori o i cui rappresentanti legali hanno prestato il loro consenso all’adozione.
Se il minore ha più di dieci anni deve prestare il consenso scritto all’adozione.
Da tener presente
Costituisce titolo preferenziale la disponibilità ad accogliere bambini che abbiano più di 6 anni o nuclei di almeno tre fratelli. La permanenza è di circa 20 giorni
La Bolivia è uno dei paesi più poveri dell'America Latina, ma le sue colorite culture indigene, i suoi paesaggi andini mozzafiato e i resti di misteriose antiche civiltà la rendono ricca ed emozionante destinazione per qualsiasi viaggiatore.
La Bolivia conserva la cultura tradizionale, con oltre il 50% della popolazione che ancora ne osserva i valori e le credenze.
Le attrattive di questo paese, dunque, sono tante sia sotto il profilo culturale che quello ambientale e per tali motivi e per il fascino che caratterizza questo paese, esso può considerarsi un’interessante destinazione di viaggio.
La Bolivia è una Repubblica di tipo presidenziale che conta circa 8.500.000 abitanti.
La lingua ufficiale è lo spagnolo, ma la maggior parte degli indios, piuttosto numerosi nel paese, parla il dialetto quechua o aymarà.
Numerose sono le etnie che convivono in questa terra: il 30% della popolazione è, infatti, costituito da indios quechua, il 30% da meticci (europei e amerindi) il 25% da indios aymarà e il 15% da europei (principalmente spagnoli).
La Bolivia è paese cattolico.
Generalmente il clima, differenziato dall’altitudine, è caldo, ma le temperature sono più basse di quanto non ci si aspetti. L’inverno rappresenta la stagione secca e va da aprile a novembre. Nelle zone amazzoniche, questa indicazione è meno precisa. La stagione delle piogge va da novembre a marzo, anche se nella zona a sud, vicina al Cile, le precipitazioni sono meno marcate.
L’unica vaccinazione obbligatoria, per recarsi in Bolivia, è quella contro la febbre gialla, tuttavia, qualora ci si debba recare nell’area amazzonica, è consigliata anche la profilassi antimalarica.
Il fuso e di 5 – 6 ore indietro rispetto all’Italia a che seconda che al momento della partenza sia in vigore, nel nostro paese, l’ora solare o legale.
Allo stato attuale i cittadini italiani che facciano ingresso in Bolivia possono rimanervi per 90 giorni a scopo di turismo purchè siano in possesso di passaporto con marca da bollo regolare e con validità non inferiore a sei mesi al momento dell’ingresso in tale paese, senza bisogno del visto.
La durata del viaggio può comunque essere prolungata previa presentazione di apposita richiesta all’Ufficio immigrazione. E’ obbligatorio presentare il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla.
Informazioni più dettagliate saranno fornite dall’Associazione nel corso di uno specifico incontro pre-partenza, della durata di tre ore circa.
Normativa di riferimento
Convenzione dell’Aja del 29 maggio del 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale;
Codigo del Nino, Nina y Adolescente adottato con legge 2026 del 27 ottobre 1999.
Alcuni requisiti relativi agli adottanti previsti dalla normativa interna
· essere di età compresa tra i 25 ed i 50 anni al massimo ed avere almeno 15 anni più dell’adottato
· la data di matrimonio degli adottanti deve essere precedente alla data di nascita dell’adottato
· godere di buona salute fisica e mentale
· non avere precedenti penali
· la coppia deve essere presente alla prima udienza fissata dal giudice fino alla data della sentenza di adozione.
Alcuni requisiti relativi all’adottando
· essere di età compresa tra i 25 ed i 50 anni al massimo ed avere almeno 15 anni più dell’adottato
· la data di matrimonio degli adottanti deve essere precedente alla data di nascita dell’adottato
· godere di buona salute fisica e mentale
· non avere precedenti penali
· la coppia deve essere presente alla prima udienza fissata dal giudice fino alla data della sentenza di adozione.
Da tener presente
La permanenza in loco è di 45/50 giorni circa.
La Colombia vanta un’estrema varietà di risorse naturali e culturali: spiagge di sabbia bianca, estesi altipiani, verdi vallate, cime innevate, pianure sterminate, città ricche di storia e zone archeologiche uniche al mondo.
Anche la fauna e la flora locali sono particolarmente ricche; tra le specie presenti vi sono giaguari, tapiri cervi, ocelot, armadilli numerose specie di scimmie e il raro orso con gli occhiali.
Se poi siete appassionati di pietre preziose allora la Colombia è una meta da non perdere per i suoi stupendi smeraldi!
E poi c’è la sua gente, gentile ed accogliente.
Per tutte queste ragioni la Colombia è una destinazione assolutamente invitante e stimolante!
La Colombia è una repubblica che conta circa 41.662.000 di abitanti. La sua capitale è Bogotà.
Numerose sono le etnie in questo paese: il 58% è costituito da meticci, il 20% ha origini europee, il 14% è rappresentato da mulatti di origine afro-europea, il 4% ha origini africane, il 3% ha origini afro-indiane e il restante 1% è costituita da indios.
La lingua ufficiale è lo spagnolo, ma esistono ben 200 dialetti indios.
Il 90% per cento della popolazione è di religione cattolica, mentre il rimanente 10% segue la religione episcopale, ebraica e i riti tradizionali.
Benché la Colombia si trovi nella zona equatoriale, le montagne delle Ande danno al paese una varietà topografica che va dalle foreste umide e dalle pianure tropicali fino ai paramos (tipico ecosistema andino oltre i 300 metri) e alle nevi perenni.
Anche se in Colombia non ci sono stagioni vere e proprie ed il clima di ogni regione si mantiene relativamente stabile lungo l’anno, ci sono alcune variazioni durante l’estate (periodo secco) o l’inverno (periodo delle piogge). La stagione asciutta si presenta normalmente verso dicembre, gennaio, febbraio, e luglio e agosto; quella piovosa verso aprile, maggio e ottobre e novembre, anche se questi periodi possono variare molto da un anno all’altro.
Il fuso orario di 6- 7 ore indietro rispetto all’Italia ( a seconda che vi sia l’ora legale o solare).
E’ consigliatala profilassi antimalarica e antitifica.
I cittadini italiani che fanno ingresso in Colombia devono esibire il proprio passaporto sul quale viene apposto un timbro di ingresso.
L’ufficio immigrazione indicherà per quanto tempo è concesso rimanere nel paese; si tratta di solito di un periodo di 90 giorni, cioè il massimo previsto. Ufficialmente è necessario essere in possesso di un biglietto di ritorno.
Informazioni più dettagliate saranno fornite dall’Associazione nel corso di uno specifico incontro pre-partenza, della durata di tre ore circa .
Normativa di riferimento
Convenzione de l’Aja del 29 maggio 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale.
Codice colombiano dei Minori: decreto legge n.2737 del 27 novembre 1989, art. 88-128.
Risoluzione n°1267 del 1994 che disciplina le procedure di adozione
Alcuni requisiti previsti per gli adottanti dalla normativa locale
Possono adottare tutte le persone maggiori di 25 anni di età che abbiano almeno 15 anni più dell’adottato e che abbiano comprovate attitudini fisiche, mentali, morali e sociali per accogliere il minore;
La presenza di figli legittimi, naturali o adottivi da parte degli adottanti, non è di ostacolo all’adozione di minori colombiani;
Costituisce titolo preferenziale le disponibilità ad accogliere bambini in età scolare, bambini di colore, nuclei di fratelli o minori con problemi sanitari.
La normativa locale prevede che: le coppie di età compresa tra i 25 e i 35 anni possano adottare bambini di età compresa tra gli 0 e i 3 anni; le coppie di età compresa tra i 35 e i 45 possano adottare bambini tra i 4 e i 6 anni; oltre i 45 anni le coppie potranno adottare minori di età superiore ai 6 anni.
Requisiti relativi all’adottando
I minori possono essere adottati solo se dichiarati in stato di abbandono oppure se i genitori naturali o il tutore legale hanno prestato validamente il proprio consenso all’adozione;
Tale consenso all’adozione non può essere prestato a favore di una famiglia che ha avuto precedenti contatti con il minore o nei confronti di un bambino non ancora nato;
Da tener presente
La coppia, in Colombia, deve trascorrere con il minore un periodo di affido preadottivo prima che il competente tribunale pronunci l’adozione. La permanenza, in tale paese, e’ di circa 45 giorni.
Natura, cultura, tradizioni, sole e mare sono solo alcune delle caratteristiche di questo meraviglioso paese.
Rio de Janeiro è una delle più belle città del mondo, dove le spiagge di Copacabana e Ipanema rappresentano l’inconfondibile cornice ai “morros” colline granitiche dalle forma curiose.
Le affascinanti tradizioni di questo paese trovano espressione in musiche, danze e ritmi coinvolgenti.
Per chi desidera una vacanza di mare, le spiagge incantevoli sono numerosissime, ma anche gli amanti della natura saranno ampiamente appagati da un’avventura in Amazzonia o in Mato Grosso.
Ma ciò che di questa terra colpisce qualsiasi visitatore è il calore e la simpatia di un popolo che incanta e travolge per la sua inesauribile voglia di vivere.
Il Brasile è una repubblica federale di tipo presidenziale che conta circa 182.000.000 di abitanti. La lingua ufficiale è il portoghese ma sono diffusi anche l’inglese e lo spagnolo.
La popolazione brasiliana presenta una notevole varietà di etnie: il 55% è di origine europea (portoghesi, tedeschi, italiani, spagnoli, polacchi) il 38% è costituito da mulatti, l’1% da giapponesi arabi, amerindi e altri.
Data l’estensione del territorio, esistono notevoli differenze climatiche tra una regione e l’altra.
Le stagioni, eccetto nel nord-est, dove la temperatura rimane costante per tutto l’anno, sono invertite rispetto al nostro emisfero.
Il fuso orario è di quattro ore indietro rispetto all’Italia. Quando vige l’ora legale la differenza varia da –3 a –5 ore. Data la vastità del territorio ci sono 4 fusi all’interno del paese.
Per entrare in Brasile non è richiesta alcuna vaccinazione, tuttavia, sono consigliate quelle contro la febbre gialla e la profilassi antimalarica per chi si reca negli stati dell’Amazzonia, Mato Grosso e Mato Grosso do Sul.
Per fare ingresso in Brasile i cittadini italiani necessitano del passaporto in corso di validità con scadenza non inferiore a 6 mesi dalla data di arrivo in questo paese.
Se il soggiorno, per motivi turistici, non supera i tre mesi, i cittadini italiani possono entrare senza bisogno del visto; è necessario, però disporre di un biglietto di andata e ritorno.
Al momento dell’ingresso in Brasile è necessario compilare la carta turistica redatta in due parti, una da consegnare all’ufficio immigrazione, l’altra da conservare fino al momento della partenza, quando i funzionari del suddetto ufficio provvederanno a ritirarla. Lo smarrimento di tale documento potrebbe causare consistenti ritardi nella partenza data la necessità di procedere ad accertamenti.
Informazioni più dettagliate saranno fornite dall’Associazione nel corso di uno specifico incontro pre-partenza, della durata di tre ore circa.
Normativa di riferimento
Convenzione de l’Aja del 29 maggio 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale;
Statuto del Minore e dell’Adolescente adottato con legge 8.069 del 13 luglio 1990.
Alcuni requisiti previsti per gli adottanti dalla legislazione interna
Possono adottare tutte le persone maggiori di 21 anni di età che abbiano almeno 16 anni più dell’adottato.
Alcuni requisiti previsti per l’adottando dalla legislazione interna
I minori possono essere adottati solo se dichiarati in stato di abbandono o se i loro genitori naturali sono stati destituiti dalla potestà genitoriale oppure se i genitori naturali o il tutore legale hanno prestato validamente il proprio consenso all’adozione;
Se l’adottando ha più di 12 anni deve dare il suo consenso all’adozione
Da tener presente
La coppia deve vivere un periodo di affido preadottivo in loco di 30 giorni circa, monitorato dai servizi territoriali; al termine il Tribunale ascolterà i Servizi, il P.M. e la coppia e, se opportuno, il minore, prima di emanare la sentenza di adozione.