Soldi mai stanziati, niente rimborsi per le famiglie adottive dopo il 2011!

Pubblicato il: 15/07/2017

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“Si comunica che sono in corso i rimborsi delle spese sostenute per le adozioni conclusesi nell’anno 2011 che saranno integralmente liquidati entro la fine del corrente anno 2017, nel rispetto dei criteri fissati dal DPCM del 4 agosto 2011. Si informa altresì che, successivamente al DPCM del 4 agosto 2011, non vi è stato alcun provvedimento analogo che preveda il rimborso delle spese sostenute per le adozioni concluse dopo il 31 dicembre 2011. Pertanto, attualmente non verrà dato seguito ad ogni eventuale istanza di rimborso relativa agli anni successivi al 2011″.

Con questo scarno comunicato la Commissione adozioni internazionali (Cai) rende noto che dopo il 2011 il Governo ha assicurato copertura finanziaria ai rimborsi previsti  per le famiglie adottive, oltre alla deducibilità del 50 per cento delle spese sostenute. Dunque, con un grave ritardo di sei anni, circa 1.700 le famiglie che hanno adottato nel 2011 potranno contare sui rimborsi. Poi, più nulla, i soldi sono finiti per poter assicurare i rimborsi alle successive 14mila adozioni.

Una notizia sconcertante, che conferma la mancanza di attenzione alle adozioni internazionali da parte della politica. E che sta suscitando in queste ore reazioni forti da parte di famiglie, associazioni ed enti autorizzati.

In particolare, Aoi (Associazione Ong italiane) e Forum del Terzo Settore esprimono oggi preoccupazione e chiedono un chiarimento urgente in merito a quanto anticipato sul sito della Cai. “Si tratta di un’improvvisa onerosa penalizzazione per tutte le coppie che hanno adottato dal 2012, attendendo per lungo tempo un rimborso considerato per prassi certo – affermano i due coordinamenti -. Dopo un triennio di disagi e di assenza di dialogo tra Cai e enti di adozioni, che hanno portato al dissesto conosciuto, questa notizia è una novità grave e inattesa rispetto alle incoraggianti dichiarazioni di rilancio di dialogo e operatività rilasciate nelle scorse settimane”.

Le interrogazioni parlamentari, ricordano, “sottolineano una situazione di malessere che fa registrare una perdita di consenso da parte delle cittadine e dei cittadini e un allontanamento dalla scelta dell’adozione internazionale”. “Ogni politica di accoglienza e solidarietà, di cui le adozioni internazionali sono da sempre un aspetto rilevante, deve tener conto di misure a sostegno di chi, in questo caso il nucleo familiare, fa questa scelta importante. Tra queste misure vi deve essere a pieno diritto il rimborso alle famiglie adottanti dall’estero”, dichiara Silvia Stilli, portavoce Aoi: “Negare il rimborso a chi ha sostenuto spese importanti per dare ad un bambino la dignità di essere ‘figlio’ sereno in un mondo di diritti, significa non riconoscerlo come agente di tutela e sviluppo sociale”. Luca De Fraia, coordinatore della Consulta sui temi della cooperazione del Forum del Terzo Settore, auspica “l’attivazione di un percorso tra governo e associazionismo che dia nuovo impulso e vitalità alla speranza di accogliere di tante famiglie italiane, considerando le adozioni come attività di cooperazione internazionale, oltre che come indicatore di sviluppo del nostro Paese”.


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