Adozioni: Costa, non perdere di vista superiore interesse del minore

Pubblicato il: 18/05/2016

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“Sono certo che dagli esiti di questa indagine conoscitiva sarà individuata la giusta strada da percorrere per migliorare gli strumenti” dell’affido e delle adozioni “senza mai perdere di vista il diritto dei bambini ad avere una famiglia e il preminente interesse dei minori”. Lo dice Enrico Costa, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie con delega alla famiglia, in audizione in Commissione Giustizia alla Camera sullo stato di attuazione delle disposizioni legislative in materia di adozioni ed affido.
Le attuali previsioni normative in materia di adozioni “richiedono un approfondimento circa l’opportunità di intervenire sulle stesse sempre prevedendo garanzie idonee a tutelare il superiore interesse del minore”, prosegue Costa. “Tali approfondimenti – precisa – dovranno, inevitabilmente, tenere conto delle trasformazioni sociali in atto. Al riguardo, meritano di essere segnalati: il preoccupante decremento del numero dei matrimoni, che dal 2004 al 2014, passano da 248.969 (anno 2004) a 189.765 (anno 2014); l’innalzamento dell’età in cui si concepiscono i figli (l’età media al parto delle donne italiane si attesta, nel 2014, ad anni 32,1 e che aumenta sensibilmente la percentuale di nati da madri italiane con più di 40 anni – nel 2008 tale percentuale era del 6,2% per arrivare nel 2014 all’8,9%); l’allungamento della vita media”. Secondo Costa “la considerazione di tali nuovi condizioni sociali, nonché delle oggettive problematiche connesse alla durata delle procedure di adozione, che si riflettono in modo significativo sull’età sia degli adottanti che degli adottandi, possono certamente essere elementi significativi al fine della riflessione avviata in Parlamento”.
“In linea con la continuità affettiva del minore, una particolare riflessione, che certamente sarà oggetto del lavoro della Commissione, attiene alla possibilità di introdurre, nel nostro ordinamento, la c.d. ‘adozione mite’, la cui caratteristica è il mantenimento di un legame affettivo tra il minore e la sua famiglia di origine ed in ordine alla quale e” attualmente in corso di svolgimento un ampio dibattito”, evidenzia Costa.


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