Adozioni, snellire le pratiche: ddl dell’on. Brambilla

Pubblicato il: 19/05/2016

adozione

Snellire i passaggi burocratici, ridurre i costi del procedimento attraverso sostanziali deduzioni fiscali, seguire e tutelare i minori adottati durante la fase dell’inserimento. Sono alcune delle novità contenute nella bozza di proposta di legge sulla riforma delle adozioni presentata martedì scorso a Roma dall’on. Michela Vittoria Brambilla (FI), presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, con il contributo delle istituzioni, degli enti e delle associazioni operanti nel settore. “Con l’approvazione delle Unioni civili – sottolinea l’ex ministro – il Parlamento ha garantito diritti degli adulti. Ora, a maggior ragione, è tempo di pensare ai diritti dei minori abbandonati e delle famiglie che vorrebbero accoglierli. Si tratta di una riforma non più rinviabile. Ma è evidente come il premier ed il suo governo non abbiano né la forza né l’interesse di farla”.

Il testo discusso oggi si concentra soprattutto su una meta: agevolare l’incontro tra “domanda” ed “offerta” di adozione nel superiore interesse dei minori. “L’adozione nazionale e internazionale – spiega l’ex ministro – è un potente strumento di garanzia per i diritti dei minori che si trovano in stato di abbandono.  Ma questo istituto vive oggi, nel nostro paese, una forte crisi, determinata da vari fattori”.

La proposta prevede tra l’altro l’accelerazione delle procedure nella fase della dichiarazione di disponibilità e del giudizio di idoneità, l’immediata trascrizione della sentenza straniera di adozione nei registri dello stato civile da parte della Commissione adozioni internazionali, il totale innalzamento della percentuale di deducibilità (oggi 50 per cento) delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura di adozione (anche se non dovesse andare a buon fine “a causa di situazioni emergenziali nei paesi esteri”) in quanto adottare non deve costare alcunché. La stessa possibilità sarà concessa in relazione alle spese sostenute dai genitori adottivi per l’assistenza medica e psicologica nei primi tre anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.


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