Colombia, i bambini muoiono di fame a La Guajira!

Pubblicato il: 25/02/2016

guajira

Continua lo stato di abbandono e la precarietà di generi alimentari e idrici per i bambini wayuu. Lo scorso 17 dicembre, la Commissione Interamericana dei Diritti Umani è stata costretta a sollecitare il governo colombiano a prendere misure urgenti per proteggere i piccoli del dipartimento di La Guajira, nel nordest del paese, ai confini con il Venezuela. Dall’inizio del 2016 sono già morti per la fame 6 bambini e si stima che il 90% dei wayuu soffrano di precarietà ciclica di cibo. Inoltre, nel dipartimento di Pesuapá, le 22 famiglie presenti utilizzano acqua di un pozzo artesiano profondo 28 metri; mentre a La Cachaca ricevono approvvigionamenti idrici da navi cisterna che arrivano ogni tanto. I leader indigeni hanno sollecitato misure cautelari alla Commissione interamericana per i diritti umani per proteggere la salute dell’infanzia guajira. Il Governo nazionale ha annunciato programmi di recupero nutrizionale per 7 mila bambini, mentre dal censimento delle comunità risulta che 34 mila minori siano gravemente denutriti. Altrettanto allarmanti le denunce della popolazione sulla situazione di abbandono dei bambini guajira, che muoiono di fame mentre individui senza scrupoli rubavano le risorse previste dai programmi di assistenza destinati a loro.

Nelle scorse settimane anche lo stesso Instituto Colombiano de Bienestar Familiar è stato chiamato in causa. Lo scorso 24 febbraio il direttore generale dell’Icbf, Cristina Plazas Michelsen, ha annunciato l’apertura di due nuovi centri di recupero nutrizionale nel dipartimento di La Guajira.

La dirigente del “Bienestar” ha rinnovato l’appello a tutti i soggetti interessati a privilegiare la prevenzione chiedendo in particolare alle comunità indigene di informare per tempo sui casi dei bambini a rischio. “Non serve la foto di un bimbo già morto – ha detto -. Bisogna prevenire le morti e per questo facciamo appello alla responsabilità delle autorità indigene”

Plazas Michelsen, nell’annunciare l’apertura dei due centri di recupero nutrizionale, ha però sottolineato che questa iniziativa, da sola, non “costituisce una soluzione per i problemi di La Guajira”.

Anche la Chiesa ha fatto sentire la sua voce. Sua Ecc. Mons. Héctor Ignacio Salah Zuleta, Vescovo di Riohacha, parlando all’emittente Blu Radio, ha denunciato l’abbandono in cui versa la comunità nativa Wayuu, nel dipartimento di La Guajira, e ha elencato le cause dei problemi attuali.
“Il problema non sono solo le multinazionali – ha sottolineato il Vescovo-. Per darvi un esempio: noi, come Chiesa, gestiamo diversi internati che sono la risorsa per la formazione del popolo Wayuu. In una di queste scuole, a 20 minuti da Riohacha, passa il condotto che porta il gas a Neiva, ma nel nostro internato non c’è gas”. E questo è solo un piccolo esempio di ciò che sta accadendo nella regione. Il Vescovo è poi tornato a denunciare la responsabilità dei politici per la morte dei bambini di La Guajira per malnutrizione: “La classe politica non ha capito che il loro primo dovere è quello di garantire il bene integrale della popolazione”


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