Dalle origini all’adolescenza, dalla “pelle” alla “cioccolata”. Tutti gli appuntamenti del 2020 con Amici di Don Bosco

Pubblicato il: 29/01/2020

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Tante occasioni di formazione, confronto, dialogo, cammino insieme: sui temi dell’adozione, della ricerca delle origini, della genitorialità e dei problemi che si incontrano durante l’adolescenza dei figli adottivi. E’ davvero intenso il programma di Amici di Don Bosco per il 2020.

 

 

“La ricerca delle origini”

Ciclo di incontri per famiglie adottive  “la ricerca delle origini” realizzato con le Associazioni AdottiAmo, Famiglie per l’accoglienza e AiBi. Questi i prossimi appuntamenti.

 

Sabato 1° febbraio 2020: proiezione di “Trame” e intervista a due adottate adulte , Greta e Flor, portatrici di storie ed esperienze profondamente diverse, anche rispetto al proprio rapporto con il tema della ricerca delle origini

Sabato 4 aprile: Faccia a faccia con Facebook: manuale di sopravvivenza per genitori adottivi. L’impatto dei social media nel rapporto con le famiglie di nascita.

 

 

E se ricostruissimo il gruppo del “post”?

Si tratta di un ciclo di sei incontri a cadenza bimestrale, dedicato alle famiglie con figli di età compresa tra i 12 e i 18 anni.

L’idea è semplice: e se ricostituissimo il gruppo del “post”, cioè dell’itinerario triennale post adozione frequentato dalle coppie che hanno adottato con Amici di Don Bosco? Se ricominciassimo a vederci, con una certa periodicità, in un contesto in cui il confronto, mediato da assistente sociale e psicologa, spesso vi ha fatto sentire meno soli, vi ha dato degli spunti di riflessioni ma anche delle strategie di sopravvivenza? Preadolescenze e adolescenza sono fasi delicate del percorso di sviluppo e costruzione dell’identità, e per i nostri ragazzi entrano in gioco ulteriori elementi di complessità.

Sicuramente molti genitori saranno già immersi in realtà di sostegno simili, e non vogliamo sovrapporci inutilmente ad altri gruppi che state già frequentando. Magari altri non hanno ancora trovato la cornice giusta in un collocare questo periodo della crescita dei propri figli: noi vi (e li) conosciamo fin dall’inizio e ci sembra giusto continuare a essere sostegno e riferimento. L’attività, almeno in un primo momento, riguarda solo i genitori. Il coinvolgimento dei ragazzi verrà valutato in un secondo momento. Costo dei 6 incontri di coppia: 250 € (inizio 21 febbraio).

 

 

“A fior di pelle”: un tessuto di narrazioni oltre il pregiudizio

Lo sguardo della nostra società nei confronti degli adottivi è cambiato nel corso del tempo: fino alla fine degli anni ’80 vivevano una condizione quasi privilegiata, o comunque l’accento sulla diversità era posto nei termini della fascinazione per l’esotico unita alla certezza che la società italiana avrebbe garantito loro condizioni di vita comunque migliori. Con l’inversione di tendenza che ha portato l’Italia da paese di emigranti a paese di approdo di flussi migratori, l’“altro” ha cominciato a essere vissuto con sospetto, diffidenza quando non timore. Dunque i figli adottivi, il cui colore della pelle, il cui taglio degli occhi, i cui tratti rimandano ad altre provenienze, hanno iniziato a essere assimilati ai loro coetanei immigrati e a essere bersaglio delle stesse discriminazioni.

Questo nuovo sguardo suggerisce una riflessione sull’incapacità del nostro Paese di rispondere coerentemente e in modo adeguato alla domanda: che cosa significa essere italiano oggi?

Un ciclo in 3 momenti attorno al tema della pelle come tessuto di narrazioni: quale comunicazione di sé oltre la pelle? Questi gli appuntamenti previsti.

14 febbraio: presentazione del libro “E poi basta” di Esperance H. Ripanti.

3-17 aprile:  mostra fotografica di tatuaggi “La mia storia sulla pelle” promossa dal Centro di terapia dell’adolescenza (Cta).

27 maggio: convegno “A fior di pelle” per discutere di stereotipi e pregiudizi nella comunicazione delle differenze dando la parola a chi subisce la discriminazione.

Questo percorso parla più in generale di razzismo, che anche i nostri adottati subiscono, insieme a tanti altri.

 

 

CorRELAZIONI

Per chi conosce le iniziative di Amici di Don Bosco, è la versione 2020 di “In vino veritas. Storie di Vite). Al centro, gli adottati e le relazioni: di amicizia, familiari (con figli, genitori, fratelli, suoceri!), di coppia, tra pari. Quali difficoltà e quali ricchezze la storia di una persona adottata porta nello stabilire e nel consolidare le relazioni? Il nostro gruppo degli adottati adulti incontra e narra alle famiglie il proprio percorso di crescita all’interno delle relazioni. Questa volta le suggestioni e gli aspetti salienti dei racconti troveranno insolite analogie nel mondo della pasticceria e del cioccolato (incontro singolo 15 €, 5 incontri 50 €). Primo incontro: primo sabato di marzo.

 

 

Appunti di un esploratore. Raccontare la genitorialità come un viaggio

E’ un aboratorio di narrazione per genitori adottivi. Diventare genitore è un rito di passaggio, una trasformazione in seguito alla quale nulla sarà più come prima: è l’inizio di un viaggio in una terra straniera, in cui ogni giorno si acquisiscono nuove competenze e ci si confronta con inaspettate fragilità.
Durante il laboratorio, articolato in due incontri, costruiremo insieme un diario di viaggio a partire da alcune suggestioni: raccontare e raccontarsi può essere un’occasione per fissare sulla carta i momenti salienti e tenerne traccia quando, un giorno, non ricorderemo più come è iniziato il nostro viaggio. Non si tratta di un esercizio letterario, né di un esperimento di scrittura creativa: è un diario intimo, familiare, scritto per voi stessi e da rileggere magari tra qualche anno per ripensarvi nel vostro ruolo di mamme e di papà.

Costo 60 € a persona, 100 € a coppia. Il primo laboratorio parte l’8 febbraio 2020 e verrà proposta una data al mese.

 


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