Presto addio al Tribunale dei minori, ci sarà una sezione Famiglia nei Tribunali ordinari

Pubblicato il: 25/02/2016

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Rafforzare le garanzie dei diritti della persona, dei minori e della famiglia mediante l’istituzione di sezioni specializzate all’interno del Tribunale ordinario. Anche di questo si occupa il disegno di legge che conferisce al governo la delega a ridefinire il quadro della giustizia civile in Italia, approvato lo scorso 10 febbraio dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Il provvedimento – che si muove all’interno di un più ampio intervento normativo volto a garantire un processo “comprensibile” e “spedito” – mira a integrare le competenze proprie del tribunale per i minorenni con le competenze specializzate del tribunale ordinario in materia di famiglia e della persona.

Le sezioni specializzate – si legge nel testo di legge – dovranno infatti avere “competenza chiara e netta su tutti gli affari relativi alla famiglia, anche non fondata sul matrimonio, e su tutti i procedimenti attualmente non rientranti nella competenza del tribunale per i minorenni in materia civile. Il testo prevede inoltre “l’impiego, all’interno delle sezioni specializzate, della professionalità di tecnici formati nell’esperienza del tribunale per i minorenni, una risorsa importante da valorizzare nell’ambito di una struttura processuale dai contorni certi e gestita da giudici togati”.
In altre parole, le sezioni devono poter godere dell’ausilio dei servizi sociali e di tecnici specializzati nelle materie di competenza e devono poter applicare nei procedimenti in materia di famiglie e minori attribuiti alla competenza del tribunale ordinario “un rito effettivamente adeguato e dotato delle necessarie garanzie dei diritti da tutelare, secondo criteri di semplificazione e di flessibilità”, conciliando “le esigenze di efficacia e di celerità con la necessità di un’adeguata specializzazione garantita da un apporto multidisciplinare”.

Nello specifico le sezioni specializzate per la famiglia e la persona tratteranno le controversie attualmente devolute al tribunale civile ordinario in materia di stato e capacità della persona, rapporti di famiglia e di minori, compresi i giudizi di separazione e divorzio e i procedimenti relativi ai figli nati fuori dal matrimonio; i procedimenti di competenza del giudice tutelare in materia di minori e incapaci; le controversie relative al riconoscimento dello status di rifugiato e alla protezione internazionale disciplinate dal decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 e successive modificazioni, nonché dal decreto legislativo 1° settembre 2011, n.150; tutte le controversie attualmente non rientranti nella competenza del tribunale per i minorenni in materia civile. Naturalmente, alla nuova sezione passerebbero anche le questioni relative alle adozioni.

La scelta del Governo ha suscitato la critiche di alcuni soggetti, coem ad esempio il Gruppo Abele di Torino. Scrive don Luigi Ciotti: “E’ di questi giorni la notizia dell’intenzione dell’attuale Governo di procedere alla riforma del Tribunale della famiglia che prevede, come diretta conseguenza, la soppressione del Tribunale per i Minorenni.  Tale istituzione ha accompagnato e promosso negli anni, in Italia, la cultura dei diritti dei bambini; è stato un organo garante del “supremo interesse del minore” che il nostro legislatore impone venga tenuto in considerazione sia negli ambiti di applicazione penali che civili”.
Prosegue don Ciotti: “La riforma prevede che il Tribunale della famiglia di nuova istituzione sarà inserito, come sezione specializzata, presso i Tribunali Ordinari senza tuttavia un’autonomia di funzione che consenta ai magistrati in organico di occuparsi solamente della materia minorile. Il timore che dunque venga svilito e mortificato il lavoro di tanti magistrati che si sono spesi perché i bambini fossero considerati centrali nei procedimenti che li riguardano è dunque fondato così come è fondato il timore che proprio i bambini saranno i primi a subirne le conseguenze”.
Anche Sos Villaggi dei Bambini esprime la propria preoccupazione, augurandosi una riforma che non disperda l’esperienza della giustizia minorile italiana, patrimonio inestimabile, e sottolineando la necessità di salvaguardare l’interesse dei bambini e ragazzi privi di adeguate cure familiari.
“Siamo delusi dal vedere abbandonata la proposta iniziale del Governo che prevedeva l’istituzione di un Tribunale e un Ufficio specializzato e autonomo che accorpasse in sé tutte le competenze in materia di persona, famiglia e minorenni. Temiamo possa andare perso il patrimonio di esperienza e storia portati avanti dai Tribunali per i Minorenni e che la tutela dei bambini e ragazzi sia ancora una volta messa a rischio” – Afferma Samantha Tedesco, responsabile Area Programmi e Advocacy di Sos Villaggi dei Bambini – “Per affrontare la complessa e articolata materia minorile occorre competenza. La comprensione delle situazioni di disagio dei bambini e delle famiglie in difficoltà richiede una cultura specifica”.

 


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